L’Abitare come fondamento
D&P Editori
Don Leone e Toni Negri
Un dialogo epistolare da Rebibbia vissuto e rievocato da un contemporaneo
Per una teoresi dell’Artificial Intelligence
Saggio memorialistico, filosofico e documentario
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Tra il 1980 e il 1983 don Leone Maria Iorio e Toni Negri intrattennero un intenso rapporto epistolare, nonostante non si fossero mai incontrati personalmente.
Aurelio Di Matteo, testimone diretto e interlocutore di don Leone, ricostruisce quel dialogo attraverso lettere, cartoline, manoscritti, audio-meditazioni e ricordi personali. Ne emerge un rapporto che supera la distanza tra fede e laicità , religione e politica, unito dalla carità , dalla solidarietà verso chi soffre e dall’aspirazione a una comunità fondata sulla giustizia e sull’amore.
A chi è rivolto
Il volume può interessare:
- persone che hanno conosciuto don Leone Maria Iorio;
- cittadini di Andretta, Cairano e dell’Alta Irpinia;
- lettori interessati a Toni Negri e al pensiero politico contemporaneo;
- studiosi di filosofia, religione ed etica sociale;
- persone interessate agli anni di piombo e alla storia politica italiana;
- lettori che studiano il rapporto tra Cristianesimo e marxismo;
- ricercatori interessati a fonti epistolari e memorialistiche;
- associazioni culturali e comunità ecclesiali;
- chi desidera approfondire il valore umano della corrispondenza dal carcere.
È una lettura impegnativa: alterna memoria personale, analisi filosofica, storia politica, teologia, documenti originali e discussione critica delle fonti.
| Autore | Aurelio Di Matteo |
|---|---|
| Titolo | Don Leone e Toni Negri |
| Sottotitolo | Un dialogo epistolare da Rebibbia vissuto e rievocato da un contemporaneo |
| Indicazione aggiuntiva | Percorsi di vita e di pensiero |
| Tipologia | Saggio memorialistico, filosofico e documentario |
| Editore | D&P Editori |
| Prima edizione | Luglio 2014 |
| ISBN | 978-88-8956471-8-0 |
| Pagine | 256 |
| Lingua | Italiano |
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Don Leone e Toni Negri provenivano da esperienze e visioni differenti, ma riuscirono a costruire un rapporto fondato sull’ascolto, sull’affetto e sul riconoscimento della sofferenza dell’altro.
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