Non viviamo semplicemente nel mondo: lo abitiamo. Lo facciamo attraverso il corpo, la memoria, le relazioni, il pensiero e le tecnologie che abbiamo creato.
In L’abitare come fondamento, Aurelio Di Matteo accompagna il lettore in un ampio viaggio filosofico, dall’Homo erectus alla Digital Tecnopolis, interrogando il significato dell’umano nell’epoca dell’intelligenza artificiale.
Filosofia, scienza, corporeità , memoria e tecnologia si intrecciano in una riflessione rigorosa e attuale: non soltanto su ciò che le macchine potranno diventare, ma soprattutto su ciò che stiamo diventando noi, mentre impariamo ad abitare un mondo sempre più digitale.
Un libro per chi non vuole limitarsi a osservare il cambiamento, ma desidera comprenderlo e affrontarlo con consapevolezza.