Aurelio Di Matteo
Sono un narratore che scova la magia nei momenti quotidiani e li trasforma in viaggi indimenticabili tra le pagine.
“Οὔτοι συνέχθειν, ἀλλὰ συμφιλεῖν ἔφυν.” “Non sono nata per l’odio, ma per l’amore”.
Sofocle. Antigone, verso 523.
La Storia di
Aurelio Di Matteo
Non chiederti chi io SIA!
Nessuno dovrebbe avere la pretesa di chiederlo per sé o per gli altri.
Nel dicembre del 1963 chiudevo una mia giovanile esercitazione poetica con le parole: Siamo tempo e memoria.
Era la memoria che non coincideva con il ricordare (re-cordari). Quella che i Greci chiamavano Μνημοσυνη (Mnemosyne), la dea che si unì con Zeus e dette la vita alle nove Muse, custodi della memoria. Quella memoria personale nata ed incisa dal e nel tempo e come tale è il futuro.
Il futuro è figlio strutturato nel passato, rappresenta la declinazione dell’essere a venire, dell’ex-sistere, che porta in sé la radice del passato. Il termine futurum, infatti, nella sua origine latina è il participio futuro del verbo essere, a significare “ciò che sta per essere”. L’origine di questa forma è nella radice fu, che coincide con la radice tematica del tempo perfetto, del tempo passato.
Il tempo è la dimensione significante di un fluire del passato nel futuro, senza presente, che in sé è finzione, artificiale fissazione di istanti; e la memoria altro non è che la nostra abitazione, nella quale svolgiamo la trama dei giorni, mai abbarbicati a quel fittizio presente che, se fosse, costituirebbe la negazione dell’umano percorso, in quanto morte della memoria.
Possiamo definirci in tanti modi, definirci come uomini e come persone con tante aggettivazioni; ricorrere a collocazioni ontologiche o aspirare a quelle metafisiche; ma fondamentalmente non siamo altro che tempo e memoria. E il tempo non è quello segnato su una meridiana o su uno schermo in digitale, è la temporalità come nostra abitazione. Essa, pur essendo nello spazio, non è un luogo, nel quale noi siamo, come un mobile collocato in una stanza; non è né qui né lì, non è mai un habere come statica e presenziale continuità; è viaggio, dove noi siamo tempo e memoria senza presente e senza luogo. Siamo quel dramma (δρᾶμα, drama = azione, storia) che scorre, si narra, si mostra nelle scene che si rincorrono senza sosta.
Curriculum Vitae
- 1965
Laurea con lode in Storia e Filosofia presso Università “Federico II” di Napoli
- 1965-1966
Attività di ricerca presso la cattedra di Estetica (Ch. mo prof. Cleto Carbonara)
- 1968
Vincitore del Concorso a cattedra nei Licei, Tab. 5 (Storia e Filosofia), indetto con D.M. 15.05.196
- 1967-1983
Ordinario di Storia e Filosofia nei Licei e di Psicologia e Pedagogia negli Istituti Magistrali
- 1982
Vincitore del Concorso a Preside nei Licei, indetto con DDMM 24.01.1979
- 1983-2003
Dirigente scolastico del Liceo scientifico “L. Da Vinci” – Salerno
- 2003-2009
Dirigente scolastico Istituto alberghiero IPSAR “Roberto Virtuoso” – Salerno
- 2008-2011
Componente del “Comitato nazionale per la razionalizzazione della formazione nel Turismo” presso il Ministero del Turismo (Presidente del Comitato Ch.mo prof Armando Perez, Presidente Turismo OCSE-Parigi)